Rime in dialetto

Un concorso di poesia a Pieve Acquedotto esalta le parole della Romagna

I versi made in Romagna si sfidano alle porte di Forlì. C’è ancora tempo per partecipare alla 25esima edizione del concorso di poesia dialettale romagnola “Antica Pieve 2020”.
La lingua di Romagna va conservata, praticata e valorizzata secondo il Comitato Culturale di Pieve Acquedotto, che ha promosso la competizione. Una causa che meritava il patrocinio per Regione Emilia Romagna, Comune di Forlì e Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna, che sostengono il contest.

Per partecipare alla gara basta inviare entro il 31 luglio una poesia inedita, a tema libero e scritta in dialetto romagnolo – insieme alla traduzione del testo in italiano – in tre copie. A garanzia dell’imparzialità della giuria, il componimento non va firmato ma ciascun poeta lo deve rendere riconoscibile attraverso un motto, lo stesso che dovrà contraddistinguere una busta, da allegare ai versi, contenente le generalità del concorrente. Nessun costo di iscrizione per i poeti in lizza, che potranno scegliere fra due sezioni, una delle quali riservata ai giovani tra i 18 e i 36 anni. Oltre alla vittoria (in palio medaglie e diplomi), alcuni scatti ispirati ai testi premiati dai giurati e realizzati dal Foto Cine Club di Forlì saranno al centro di una proiezione pubblica durante la premiazione. La data e la location dell’evento sono ancora da ridefinire, a causa dell’emergenza sanitaria che ha sprofondato nell’incertezza il programma originario, ma nella sostanza il contest non si discosta dal binario della sua tradizione lunga un quarto di secolo. Lo dimostra la futura pubblicazione delle poesie vincitrici delle edizioni 2016-2020, prevista al termine della competizione come naturale prosecuzione di tre precedenti uscite editoriali.

“Per un’iniziativa come la nostra 25 anni sono veramente un grande traguardo, e non abbiamo l’intenzione di congedarla”, spiega Marino Monti, componente del Comitato Culturale di Pieve Acquedotto. “Ogni anno abbiamo una media di 60-70 partecipanti. Abbiamo già ricevuto un buon numero di poesie, ma non abbiamo ancora aperto le buste e non sappiamo di cosa parlino. Evidentemente il lavoro della giuria ha dimostrato serietà e impegno ai poeti, che continuano a sostenere e a credere nel concorso ‘Antica Pieve 2020’. Dobbiamo ringraziarli: il confronto fra i poeti è molto positivo, aiuta a migliorare il nostro ascolto, la nostra esperienza di vita. Scrivere in dialetto non significa solo guardare al passato. Manzoni diceva che le nostre radici sono nella nostra lingua e nella memoria”.

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