Nel 2020 il popolo del Buon Vivere non mancherà di incontrarsi, non fermerà il viaggio fatto di dialogo e confronto per essere insieme protagonisti, tappa dopo tappa, nel costruire futuro. Molto più di un festival, l’evoluzione di un processo 

Non ci saranno lunghe code dinnanzi al San Giacomo, sale gremite, e una cittadella piena di colore e rumore, non le platee colme di noi.
Ma anche nel 2020 il popolo del Buon Vivere non mancherà di incontrarsi, non fermerà il viaggio fatto di dialogo e confronto per essere insieme protagonisti, tappa dopo tappa, nel costruire futuro.

Molto più di un festival, l’evoluzione di un processo
che mettendo al centro la PERSONA e aprendosi alla partecipazione attiva di COMUNITÀ ha fatto nascere e coltivato un nuovo modo di fare cultura unendo idee, proposte, visioni e azioni positive che, proprio nella forza delle unicità espresse, rappresentano il nostro contributo al progresso durevole,
senza diluirle ma potenziandole.

L’abbiamo chiamata “Economia della Relazione”.

Dal 26 al 28 novembre il FESTIVAL DEL BUON VIVERE, con la stessa spinta di sempre, ritorna.

Un’edizione che, alla luce del periodo che stiamo vivendo, si svolgerà sia in presenza che online, rispettando ogni disposizione di riferimento in materia e mettendo al centro la sicurezza delle persone. Ogni evento sarà, infatti, trasmesso in streaming e attraverso la piattaforma digitale dedicata amplierà (a livello nazionale ed europeo) l’opportunità di partecipazione e dialogo su tematiche imprescindibili per la sostenibilità coerentemente praticata. Mai come ora, nella messa a nudo delle nostre vulnerabilità, c’è bisogno di buon vivere, ossia di buone prassi di “bene comune” da diffondere e replicare su più livelli, attivando nuove rotte e costruendo ponti nella solidale visione del restare umani, l’origine di ogni tangibile evoluzione durevole.

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