“Dante. La visione dell’arte”

in omaggio ad Alighieri le opere degli Uffizi in mostra a Forlì

 
A 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, l’arte ripercorre il suo esilio e fa tappa a Forlì.
Dipinti, sculture, illustrazioni: circa 200 opere in totale saranno al centro di “Dante. La visione dell’arte”, la mostra in programma dal 12 marzo al 4 luglio 2021 ai Musei San Domenico.
La Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì si è dimostrata particolarmente sensibile all’anniversario, facendo coppia per questa esposizione con un gigante del panorama culturale italiano come le Gallerie degli Uffizi, nella cui biblioteca si è svolta la presentazione del progetto.
Se infatti Forlì offre gli spazi, il museo fiorentino ci mette l’arte. Eike Schmidt e Gianfranco Brunelli, direttori rispettivamente degli Uffizi e delle grandi mostre della Fondazione Cariforlì, hanno ideato “Dante. La visione dell’arte” attribuendo alla partnership fra i due enti almeno una doppia valenza.
In primo luogo pesa il rapporto privilegiato fra il Sommo Poeta e la città. Dopo la cacciata da Firenze Dante si rifugiò più volte nelle corti della Romagna e fu ospite anche della famiglia degli Ordelaffi. La Divina Commedia è punteggiata di riferimenti a Forlì e ai suoi dintorni, a riprova di un legame importante tra l’autore e questi luoghi. Con i pezzi d’arte in arrivo dagli Uffizi Forlì si farà trovare pronta per le celebrazioni del settecentenario della scomparsa di Alighieri, proponendosi al pubblico come città dantesca al pari della natia Firenze e di Ravenna, dove il poeta è sepolto. Di fronte allo shock economico e di immagine causato dalla pandemia di coronavirus all’Emilia-Romagna e a tutto il territorio nazionale, poi, la fondazione forlivese affida a un italiano di fama mondiale come Dante Alighieri il compito di trainare la rivalsa turistica e culturale del Paese.
“Dante. La visione dell’arte”, curata da Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca, si fregerà delle opere di artisti del calibro di Michelangelo, Pontormo, Andrea del Castagno, Federico Zuccari, Carlo Albacini, Robert Rauschenberg. L’attenzione sarà puntata sia sulla figura del poeta che sulle suggestioni scaturite dal suo viaggio letterario attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Al di là di queste anticipazioni potrebbe passare ancora qualche mese prima di scoprire ulteriori dettagli sull’esposizione. Il tempo necessario per tradurre la visione del titolo in un allestimento all’altezza dell’ambizione degli organizzatori. “La mostra”, commenta Brunelli, “intende rileggere la figura del Sommo Poeta attraverso l’arte, evidenziando la corrispondenza tra il ‘visibile parlare’ della sua opera e la ricerca formale dell’arte nei diversi secoli”.

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